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In ricordo di Giorgio Bruni (1952-2007)

Mai come ora le parole mi sono sembrate inadeguate, Giorgio.

Conoscendoti, so che preferiresti il silenzio, quella discrezione elegante che hai eletto a cifra della tua vita, sempre. Ma per salutarti, insieme a tutti coloro che ti vogliono bene, non conosco altro mezzo che questo.

Sceglierò per te le parole più semplici, che sono quelle più ricche di significato, ma anche quelle che più si adattano al tuo stile, che rifuggiva la ridondanza, l’enfasi, l’iperbole, perché so bene che non ti è mai piaciuto essere al centro dell’attenzione, e ti ritraevi quando sentivi che poteva accadere, sottraendoti a quelli che forse ritenevi “complimenti” ed erano invece apprezzamenti sinceri.

Ti ricorderò sempre, Giorgio, come un bambino, poi un ragazzo e infine un uomo che ha molto costruito mentre altri distruggevano, che molto ha taciuto mentre altri gridavano, che molto ha riflettuto mentre altri blateravano.
Ti ricorderò come compagno di strada affettuoso e sempre disponibile all’ascolto, un compagno di strada (perché questo tu sei stato per me) che dava senza mai chiedere e che per sé nulla pretendeva, cercando solo la possibilità di vivere con dignità e rettitudine nel mondo.
Ricorderò con tenerezza il nostro recente viaggio della memoria, che ci ha restituito un pezzo delle nostre radici, sepolto da molti anni, faticosamente portato alla luce e restituito a chi vorrà conoscerlo. Sono contenta che siamo riusciti a trovare quello spazio per noi due, non lo dimenticherò mai e di questo ancora ti ringrazio.
Ricorderò quanta passione e competenza mettevi in tutto ciò che facevi, con l’umiltà di chi non cerca riconoscimenti, ma molto più semplicemente gode di veder realizzati dei progetti e gode del lavoro ben fatto, più che dell’applauso della platea.
Ricorderò la tua sincera generosità, alle volte quasi imbarazzante.
Ricorderò che, ovunque andassi, lasciavi dietro di te una ricchezza fatta di quel bene così poco frequentato che è la bontà. So che può sembrare retorico, ma voglio rischiare di esserlo, perché tu eri davvero una persona profondamente buona e generosa. Qualità che, sempre con parole semplici, ma proprio per questo intimamente vere, mio figlio Bruno ha espresso quando ha saputo della disgrazia: “Giorgio non se lo meritava proprio”. Ti meritavi, invece, di godere della vita, tu che l’hai sempre dedicata agli altri, disponibile ad aiutare, a comprendere, ad ascoltare.

Mi mancherà la tua presenza, costante nella mia vita, dall’infanzia a questa nostra sofferta maturità. Mi mancherai moltissimo, Giorgio, anche se, comunque, sarai sempre con me. Tua Kika.

[Letto lunedì 9 luglio 2007 nella chiesa di Santa Sofia a Padova]

I commenti dei lettori

Autore:

[31-01-2010 15:22:51]
... State parlando del Giorgio fratello di Mariano ?  

Autore: Annalisa Bruni
@ Roberto
[21-07-2007 12:09:01]
Come ho scritto, Giorgio era una persona molto riservata. Per mantenere la sua coerenza penso di non dover aggiungere altro. Grazie, comunque, per l'interesse dimostrato. Giorgio lo merita.  

Autore: roberto

[19-07-2007 14:54:07]
mi spiace che non si possa reperire più nessun materiale su di lui? ..ma era credente?  

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admin
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